Sulla Stampa Nazionale si è dato molto rilievo ai dodici punti del programma di Veltroni, il leader del neonato Partito Democratico e candidato alla Presidenza del Consiglio. L’occasione è importante, in quanto questi dodici punti riassumono le proposte programmatiche e ci permettono di fare un’analisi di un certo modo di fare politica.
Una premessa fondamentale: mentre ai tempi oramai abbondantemente superati di Prodi il programma nasceva da una parvenza di confronto democratico e di elaborazione dal basso (ricordate la “Fabbrica”?), ora il programma nasce in pochi giorni all’interno del ristretto staff di Veltroni, la Democrazia ormai è solo un optional da rispolverare quando si tratta di dare una investitura plebiscitaria al candidato di turno.
Il prodotto, e non poteva essere altrimenti, non solo è scadente ma presenta forti somiglianze con quanto predicato negli ultimi anni dallo schieramento avverso e sembra onestamente partorito dal Centro Studi di Confindustria, tanto da renderci sempre più convinti che oramai le differenze fra Veltroni e Berlusconi sono ridotte all’osso. Interessante sarà rilevare cosa non c’è in questo programma, perché quello che non c’è è più significativo di quello che c’è.
Ma passiamo dapprima ad analizzare i primi quattro punti.
INFRASTRUTTURE ED AMBIENTE
Tutto quello che Veltroni è capace di dire è che bisogna semplificare le procedure di valutazione di impatto ambientale (al fine chiaramente di riempire l’Italia di infrastrutture ambientalmente pericolose). Di fronte alle problematiche ambientali italiane ed alla questione rifiuti sembra quasi che l’esponente politico viva in un altro Pianeta. Si parla poi di un nuovo ambientalismo del “fare” (i soldi?), che sembra un sinistro avvertimento a tutti i movimenti ambientalisti (TAV ecc.), del tipo: “finiamola di rompere i c…ni e lasciamo fare agli imprenditori i loro porci comodi”.
RILANCIO DEL MEZZOGIORNO
Entro il 2013 l’obiettivo è portare le infrastrutture a livello europeo. La domanda sorge spontanea: Come? Con quali soldi? Fra le infrastrutture sono citati i trasporti ed i servizi idrici, ma quali trasporti quelli ferroviari o le solite autostrade?
SPESA PUBBLICA
Nel Paese dello sperpero sistematico dei soldi pubblici si pensa di risparmiare tramite “grandi piattaforme di acquisto” ed “elargendo bonus di produttività e bonus di responsabilità ai dirigenti”.
Si pensa di eliminare solo 9 provincie e non tutte quante (altrimenti troppi politici a spasso). Si pensa addirittura di liquidare il patrimonio demaniale per abbattere il debito. E l’abbattimento dei costi della politica di cui tanto si parla negli ultimi tempi, è già passato di moda?
TASSE
Si propone di ridurre le imposte sui lavoro dipendente, non si specifica con quali risorse, dimenticando che tutti i risparmi di imposte sul reddito degli ultimi anni sono stati sistematicamente assorbiti dall’aumento delle tariffe locali e delle imposte locali, con cui l’Ultimo Centrosinistra ha letteralmente tolto da una tasca ciò che aveva messo dall’altra.
Fra l’altro le riduzioni fiscali sono un atto dovuto per recuperare il cosiddetto fiscal drag, ovvero l’aumento progressivo della tassazione dovuto all’inflazione.
Non si parla di evasione fiscale ed altri argomenti scabrosi, che ormai non vanno più di moda perché allontanano troppo diversi dal “modello Berlusconi”.
Una Proposta innovativa: “ridurre il fisco sul salario di produttività” , ultima geniale trovata per incentivare il lavoro straordinario riducendo le imposte gravanti sullo stesso, lavoro straordinario che da anni i Sindacati contrastano, ma che ora va molto di moda, visto il codazzo di sindacalisti della CGIL che cercano di prendere l’ultimo strapuntino sul bus di Veltroni.
Alla prossima puntata!
CLAUDIO ZIMARINO
