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Vasto: amministrare per sostenere l'economia delle famiglie

Il tenore di vita di una Città è dato dall’insieme dei tenori di vita delle singole unità familiari che compongono l’intera Comunità cittadina nel suo complesso. Probabilmente a Vasto, come d’altronde in tante altri casi in Italia, emerge la sensazione che, tutto sommato, questa non sia una Città povera e che grossi problemi economici non ve ne siano. Le reali difficoltà nel trovare posti di lavoro, nel mantenerli, nel ricavare quanto sufficiente per vivere con decoro sono, però, sempre più evidenti e sono tali anche per quelle famiglie che, fino a qualche tempo fa, non avevano mai sofferto situazioni di scarsa tranquillità economica. Si vuol dire, in definitiva, che anche famiglie sufficientemente benestanti (figuriamoci quelle che non lo sono state mai…) oggi sentono, sempre con maggior evidenza, che il proprio bilancio non quadra più: diventa impossibile risparmiare, fare piccoli investimenti senza indebitarsi per tutta la vita, mantenere i figli agli studi e quanto altro rappresenti una quotidianità che abbia prospettive. A Vasto ci sono famiglie agiate ed anche ricche ma ce ne sono tante altre che si sforzano di mantenere il proprio tenore di vita grazie a piccole risorse che costituiscono una sorta di tesoretto frutto dell’attività di almeno due generazioni, un… forziere che, però, va pian piano ad esaurirsi col tempo; così come sono molte quelle che utilizzano costantemente gli importi delle pensioni degli anziani genitori o dei nonni per gestire il quotidiano. Affianco a queste ve ne sono altre che versano in vere e proprie condizioni di disagio e povertà, spesso numerose e con figli le cui aspettative sono verosimilmente segnate da un difficile futuro. In ogni caso, ma soprattutto per queste ultime, la vera solidarietà si consuma in casa e la famiglia acquisisce, così, un significato che va oltre il dato riferibile all’affetto ed al vincolo di sangue. Il nucleo familiare si conferma come indispensabile ed essenziale prima forma comunitaria per il sostegno economico dei singoli. Questo aspetto, oggi sempre più emergente, non può sfuggire all’attenzione dell’Amministratore pubblico cittadino, il quale ha il dovere di sostenere l’economia del primo livello di aggregazione della propria comunità: la famiglia.
 
Appare, quindi, opportuno e necessario intervenire sui sistemi di imposizione delle tasse, dei canoni e delle imposte comunali in genere, proprio per calmierare, anche al fine di tendere ad una politica di solidarietà legata al reddito, l’aggressività che questo tipo di imposizione esercita sulle famiglie più che sul singolo. L’aiuto potrebbe essere individuato nel considerare soggetto di imposizione non il singolo ma la famiglia, stabilendo criteri di favore per quest’ultima anche in ragione del numero dei propri componenti. 
 
Sono numerosi i “servizi pubblici locali” per i quali i cittadini sono chiamati a corrispondere una tassa o un canone: acqua, gas metano, rifiuti solidi, trasporti ecc. La diversa metodologia di imposizione dovrebbe partire dal concetto che utente non è da considerare il singolo cittadino bensì esso quale appartenente ad un nucleo familiare, predisponendo un sistema di tariffe che tenga sempre conto della composizione della famiglia, in virtù di un coefficiente chiamato “quoziente familiare”. Al contempo bisognerebbe riconsiderare i criteri di incremento progressivo dei costi dei servizi pubblici legati ai maggiori consumi delle famiglie numerose. Attualmente le famiglie con figli, consumando necessariamente di più, sono ingiustamente penalizzate dall’aumento più che proporzionale del costo pro capite.
 
Questo diverso meccanismo, oltre ad avere chiari risvolti di carattere sociale, indurrebbe a considerare, ancor di più, la famiglia quale elemento di aggregazione fondamentale nella vita della Comunità organizzata. E questo non è certo un male!
 
                                                                                                                          
Massimo Desiati 
27/05/2008 14:24