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Riecco quota 20.000

Riecco quota 20.000 - Vasto Oggi.net
NOVE SETTIMANE DI RALLY!

Maggio solitamente non è un mese troppo favorevole per le Borse, pertanto d’ora in avanti il bellissimo ed incredibile rally durato ben nove settimane (non accadeva da fine 2005 sull’indice S&P/MIB40 e dal 1998 sul Mibtel) ora verrà messo a dura prova. Tuttavia il recupero di quota 20.000 dell’indice principale consente alla Borsa italiana di potersi permettere una discesa sino in area 19.000 senza che il bellissimo rally venga compromesso. Come dicevamo già le scorse settimane, dopo un recupero dei minimi di ben il 66%, occorre lasciare un adeguato spazio affinché le correzioni si sfoghino prima di poter dire che la tendenza principale si è conclusa. Nel caso dell’indice S&P/MIB40 quest’area “di sfogo” parte dei massimi di venerdì scorso a quota 20.000 ed arriva per l’appunto sino a 19.000 punti.

STRESS TEST: UN BLUFF ALL’AMERICANA

Contrariamente a quanto aveva inopportunamente anticipato il ministro delle Finanze americano Geithner, le cose per le banche americane non vanno poi così bene, dal momento che 10 su 19 hanno bisogno di incrementare le loro riserve di cassa per poter superare la crisi. La ricapitalizzazione ammonta a ben 65 miliardi di Dollari. Quella messa peggio, com’è risaputo da tempo, è Bank of America, che ha bisogno di 33,9 miliardi, oltre ai 45 precedentemente ricevuti nell’ambito del piano Tarp. La seguono Wells Fargo, che necessita di 13 miliardi, Gmac, a cui ne servono 11,5 e poi Citigroup con 5 e Jp Morgan con 1,5 miliardi.
Geithner ha dichiarato che nessuna di quelle banche è insolvente. Di fronte a tali risultati, è spontaneo domandarsi perché, qualche settimana fa, aveva dichiarato che 17 istituti di credito su 19 non avevano problemi? E perché non ha detto subito che le banche maggiormente a rischio erano proprio le principali? Questa vicenda assomiglia molto a un bluff (inefficace) da tavolo di poker.
I DIVIDENDI
Oggi vengono staccati diversi dividendi, di cui riportiamo i più importanti: Aeroporto di Firenze 0,17 Euro, Ascopiave 0,06 Euro, Autostrada Torino Milano 0,05 Euro, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio 0,10 Euro, Beni Stabili 0,01 Euro, Exor Ordinarie 0,319 Euro, Exor Privilegio 0,3707 Euro, Exor Risparmio 0,458 Euro, Vittoria Assicurazioni 0,17 Euro. Il giorno dello stacco i titoli incorporano una discesa pari al valore del dividendo, ma la volatilità del mercato spesso modifica in maniera sostanziale questa variazione (in più o in meno).

STRATEGIE OPERATIVE:
“AFFRONTARE LA VOLATILITA’ CON RISCHIO CONTENUTO”.

Il rally della Borsa è senz’altro ingente, ma quello dei singoli titoli lo è ancor di più. Infatti il recupero dai minimi di Banco Popolare è stato (a venerdì) di ben il 272%, quello di Unicredit del 224%, quello di Fiat del 131%. È del tutto comprensibile che sembri sempre più difficile comprare i titoli a questi prezzi, perché umanamente si è portati a pensare che se un titolo ha recuperato il 224% potrebbe perdere, se non altrettanto, comunque una grossa percentuale. Ma ribadiamo che l’alta volatilità si combatte riducendo il capitale investito. Infatti le Borse hanno perso così tanto dai massimi del 2007 che di strada da fare, ce n’è ancora tanta.
Pertanto un investimento limitato, quindi adatto a correre pochi rischi in caso di storno violento, consente di guadagnare comunque delle cifre interessanti in caso di proseguimento deciso del rally. E, fintanto che la ripresa proseguirà, la selezione dei titoli dovrebbe continuare ad avvenire in maniera apparentemente rischiosa, cioè privilegiando il settore finanziario, ad oggi quello ritenuto da tutti il più pericoloso, considerando anche i risultati dello stress test compiuto sulle banche americane. Questo è infatti un movimento di Borsa che avviene in contrasto con i fondamentali economici, poiché la congiuntura è in recessione. Pertanto si tratta di un recupero del valore perso in precedenza e, come ampiamente dimostrato dai mercati negli ultimi mesi, il maggior recupero di valore si ha, sempre, laddove in precedenza vi era stata una maggior perdita di valore. Questa considerazione porta anche a capire come l’aspetto dominante dei mercati azionari sia sempre quello speculativo, cioè quello che gioca sulla pura dinamica dei prezzi piuttosto che sul tentativo di capire in che rapporto sta il valore di Borsa del titolo con il valore vero dell’azienda. E non potrebbe che essere così, visto che al momento è pressoché impossibile calcolare esattamente il valore di quasi tutte le aziende, dato che il futuro dell’economia mondiale e tuttora piuttosto incerto e, com’è noto, il valore di un’azienda dipende dalla sua capacità di produrre redditi, proprio nel futuro. Queste considerazioni spiegano perché è stato possibile recuperare così tanto sui mercati azionari in una situazione che vede l’economia in netta recessione ed il settore finanziario ancora sotto scacco.


Dott. Massimo Intropido -  Ricerca Finanza
13/05/2009 15:12