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Piazza Navona: tra illusi e furbi (di Elio Veltri)

Berlusconi fa quello che ha sempre fatto e solo i grulli e i furbi potevano pensare che cambiasse contenuti e metodi di governo. Lui è il capo della Casta e la Casta non può comportarsi diversamente. Altrimenti non sarebbe Casta, ma un gruppo dirigente come negli altri paesi europei. Berlusconi, inoltre, ha capito gli italiani prima e meglio degli altri e ne asseconda le pulsioni peggiori. Mussolini diceva che governare gli italiani non è difficile, è inutile e il Cavaliere non si comporta diversamente. D’altronde, noi siamo in Europa solo per caso ma non abbiamo nulla da spartire con i paesi che stanno di là delle Alpi. Con questa premessa avrei dovuto partecipare alla manifestazione di piazza Navona, raccogliendo la raccomandazione di Oliviero Beha: andate in piazza a difendere la Costituzione, ma diffidate degli organizzatori e di tutti quelli che vanno sul palco, ma non l’ho fatto per ragioni precise che cerco di riassumere schematicamente:
• Tra gli organizzatori c’erano quelli che avevano sabotato e tradito la Lista Civica Nazionale, mettendosi d’accordo nottetempo per trovare un posto in lista, senza rendere conto ai cittadini che per un anno intero si erano impegnati sul progetto. La proposta di Lista Civica era nata su un presupposto preciso e incontrovertibile: in Italia i movimenti della società civile se non hanno sbocchi politici e istituzionali e cioè rappresentanze nelle istituzioni, muoiono e possono servire solo a mantenere a galla qualche furbo come Antonio Di Pietro. Così è stato: al Palavobis, che ho contribuito ad organizzare, aspettavamo 2000 persone e ne sono venute 40 mila; a San Giovanni 1 milione; a Piazza Navona, con Berlusconi al governo e con tre leggi ad personam proposte in un colpo solo, 10-15 mila. Ed è fallito anche lo scopo recondito di rafforzare “l’unica opposizione” rappresentata da Di Pietro perché la manifestazione è finita a schifio. D’altronde, per fare l’opposizione bene e per di più a Berlusconi, ci vogliono alcuni requisiti: coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa; conoscenza dei problemi; evitare di diventare funzionali alla gestione del Cavaliere. Requisiti inesistenti nell’Italia dei Valori al di là delle speranze di tante brave persone che si sforzano di fare apparire il Partito e Di Pietro diversi da quello che sono. Per credere leggere servizio aggiornato e sconvolgente sugli affari immobiliari di Tonino sul sito lavocedellevoci.it;
• Una opposizione fatta di slogan, battute e gag non serve ed è dannosa. Il governo del Cavaliere va messo con le spalle al muro su problemi giganteschi spiegando agli italiani che la loro soluzione dovrebbe risollevare le finanze pubbliche e l’economia del paese e quindi i nostri figli avrebero speranze di futuro e i nostri anziani di prendere la pensione. Faccio qualche esempio: Economia sommersa. Prima ne ha parlato diffusamente Economy, settimanale Mondadori e poi Sole 24 ore. Entrambi hanno fornito dati, ma per difetto. Però hanno spiegato che il “nero” produce una montagna di evasione fiscale e contributiva e il più grande serbatoio europeo di manodopera precaria, italiana e immigrata.
Economia mafiosa e criminale che si somma al “nero” non criminale e beni consolidati della mafie: possibilità di recuperare centinaia di miliardi di euro.
Corruzione, che ha un rapporto matematico con la competitività delle imprese e del sistema paese. A proposito, il governo ha soppresso il Commissario Anticorruzione con il decreto legge 25 Giugno 2008 art. 68 comma 6. E con lo stesso decreto ha soppresso anche il commissario anticontraffazione. La soppressione dei due commissari è avvenuta nel momento in cui il primo ha presentato la mappa della corruzione in Italia e ha chiesto strumenti per operare, autonomia rispetto alla Presidenza del consiglio e approvazione delle direttive ONU e CEE. Il secondo nel momento in cui cominciano a conoscersi i numeri della contraffazione: 450-500 miliardi di fatturato anno, come l’industria farmaceutica, con 250 miliardi di profitti e l’Italia al terzo posto al mondo per produzione e vendita di beni contraffatti. Va da sé che l’industria del falso è presente intutto lo stivale ed è in larga misura in mano alla criminalità organizzata.
Tempi dei processi. I nostri non sono andati in piazza per la giustizia? Quali sono le proposte che fanno? Boh! Eppure il processo penale riguarda i reati finanziari ed economici; quello civile gli affari e quello tributario l’evasione fiscale. E cioè l’economia nel suo complesso. Ma pensano davvero di convincere gli italiani che Berlusconi è il peggio se non affrontano questi problemi? E pensano che Di Pietro possa rappresentare l’opposizione al Cavaliere se ripete sempre le stesse cose e non studia? Se Tonino incontra in tv Brunetta o Tremonti lo fanno a pezzi. Ultimo argomento, ma non certo per importanza, la Riforma della Politica: costi della politica, finanziamento dei partitie loro responsabilità di fronte alla legge, conflitti di interessi. Ne parla qualcuno? Ecco, io in piazza ci andrei se il partito dell’Italia dei Valori fosse solo un po’, davvero poco, più trasparente di Forza Italia. Chiedo troppo? Leggere lo Statuto dell’IDV per credere.
Se qualcuno vuole organizzare confronti pubblici con gli organizzatori della manifestazione e con Di Pietro assicuro la mia presenza e mi gioco anche le vacanze che alla mia età non è poco.

(A CURA DEL COORDINAMENTO REGIONALE ABRUZZO DEL  MOVIMENTO “LA REPUBBLICA DEI CITTADINI”- TEL.349/8165360) – Vasto, 11/07/2008
11/07/2008 18:26