A PIAZZA AFFARI CAMBIANO GLI INDICI, MA NON LO SCENARIO INCORRAGGIANTE
L’S&P/MIB40 ha concluso la sua carriera di indice primario di Piazza Affari cedendo quota 20.000. Tuttavia ha lasciato in eredità al nuovo indice FTSE MIB una tendenza rialzista che punta sempre in area 21.000-23.000. La debolezza non arriverebbe se non in caso di caduta al di sotto dei 18.150 punti. Come si nota, i livelli del nuovo indice coincidono con quelli del vecchio S&P/MIB. Rimane identica anche la capitalizzazione dei 40 titoli che lo compongono, che equivale al 93% di tutta la borsa italiana. Grande novità, invece, per quanto riguarda l’indice delle azioni a media capitalizzazione. Il nuovo indicatore si chiama FTSE Italia Mid Cap ed è composto da 60 titoli contro i 30 del Midex ed esprime il 12% della capitalizzazione rispetto al 9% dell’indice precedente. Considerando l’importanza che la piccola-media impresa riveste nel tessuto industriale italiano, si può dire che il passaggio consente di avere un indice meglio rappresentativo del segmento. Tra i titoli più importanti che vengono inseriti nel FTSE MIB, vanno senz’altro citati Dia Sorin e Piaggio. AssenteTiscali.
RITORNANO LE VENDITE ALLO SCOPERTO
Da oggi è nuovamente possibile vendere allo scoperto i titoli finanziari (bancari, assicurativi e relative holding). Rimane invece il divieto per i titoli soggetti all’aumento di capitale. La fine di questo divieto rappresenta un segnale positivo, perché indica la conclusione dell’emergenza estrema, al punto che si riammette la speculazione su titoli che non si posseggono. Ciò che infatti tecnicamente è stato riammesso è il prestito titoli ai clienti da parte di banche e sim.
STRATEGIE OPERATIVE:
“ADESSO L’INVESTIMENTO AZIONARIO E’ FAVOREVOLE A PATTO CHE……”
Il Dollaro è sempre in grossa difficoltà nei confronti dell’Euro. Il petrolio vola e l’oro arriva ad un soffio dai 1.000 Dollari l’oncia. Questa configurazione dei mercati esprime certamente il ritorno della sfiducia nei confronti della finanza. Ma questa volta i timori sembrano maggiormente mirati nei confronti degli Stati Uniti, Paese nel quale le banche continuano a fallire e che presto potrebbe ricevere una bocciatura nel rating da parte delle agenzie internazionali, perdendo così la prestigiosissima tripla “A”. Un tempo una situazione del genere avrebbe gettato nello sconforto tutte le borse mondiali. Invece ora notiamo che, nonostante tutto, c’è molta voglia di riscatto anche e soprattutto nel comparto azionario. I mercati sembrano dunque dirci che qualche mese fa hanno scontato la catastrofe irreversibile della finanza statunitense e le sue pesantissime ripercussioni su quella del resto del mondo. I titoli azionari continuano ad essere acquistati con poco riguardo per la volatilità, senza troppi timori ed esitazioni. Altrettanto rapidamente vengono scaricati nei giorni in cui le notizie negative prevalgono su quelle positive. Che cosa significa tutto ciò? Significa che, grazie alla sempre maggiore diffusione mondiale delle notizie in tempo reale e grazie alla sempre maggior semplicità con cui è possibile acquistare vendere titoli azionari e strumenti quotati, ora il mondo è in grado di scommettere più facilmente sull’andamento della finanza e dell’economia. Questo fa sì che le borse possono sganciarsi più facilmente dall’andamento dell’economia reale ed amplificarne od attutirne l’influenza.
Possono cioè scontare una catastrofe finanziaria prima che essa effettivamente accada, così come possono festeggiare il pericolo scampato prima che esso sia effettivamente concretizzato del tutto. Tutto ciò non fa che creare enormi opportunità per gli investitori attivi e generare sempre maggiori difficoltà per i “cassettisti”. Uno dei cambiamenti duraturi che questa crisi finanziaria porterà nel mondo dell’investimento è e sarà senz’altro un forte ritorno non al generico “fai da te” (come dicono non senza ironia i gestori, i quali negli ultimi anni non sono stati in grado di fornire l’efficienza che ci si attendeva da loro), ma piuttosto un’assunzione in prima persona da parte dei risparmiatori delle più importanti decisioni riguardanti i loro investimenti.
Focalizzando la nostra analisi sui giorni attuali, rinnoviamo le raccomandazioni delle ultime settimane. La tendenza dei mercati azionari rimane promettente. I titoli “ritardatari” hanno fatto segnare dei buoni progressi, mentre quelli che si erano mossi in anticipo stanno “tenendo”. Ciò fa sì che il momento rimanga favorevole all’investimento azionario, ma raccomandiamo la massima tempestività nel chiudere le posizioni, siano esse in utile o in perdita, sui primi segnali di debolezza di una certa entità. In un momento come questo in cui le borse recuperano mentre è in atto una severa recessione, stare costantemente informati ed essere pronti ad intervenire evita brutte sorprese e consente di togliersi diverse soddisfazioni.
Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido










