Finalmente l’indice S&P/MIB40 supera i 19.000 punti e rompe la linea che lo guida al ribasso da un anno a questa parte. Da tempo scriviamo che questo obiettivo è strategico ed il suo raggiungimento apre orizzonti davvero interessanti. Innanzitutto, siamo ormai arrivati ad una situazione di pareggio da inizio anno. Una performance positiva di questo 2009 borsistico inviterebbe ulteriori investimenti, il che porterebbero nuova forza su un mercato che, sia pure molto aiutato dalla politica americana, ha saputo trarsi dal pericoloso impaccio in cui era caduto nel bimestre Febbraio-Marzo. Ora l’obiettivo dell’indice principale di Piazza Affari è il ritorno in area 21.000-23.000. Una situazione di pericolo inizierebbe ad essere segnalata solo da una discesa al di sotto dei 18.000 punti.
AGGIORNAMENTO SULLE TRIMESTRALI AMERICANE IN ATTESA DEI RISULTATI DELLO STRESS TEST
Si avvia al termine la tornata di trimestrali americane. Ben 24 delle 30 società del Dow Jones hanno riportato i loro risultati, che presentano una diminuzione del 31%, ma battono le stime dell’11,73%. Più o meno la stessa situazione si verifica sull’S&P500, di cui abbiamo 338 trimestrali. Gli utili diminuiscono del 34%, ma battono le stime del 12%. Davvero strana la situazione del Nasdaq, l’indice americano tecnicamente più forte, ma le cui società battono le stime di solo il 4,19%, presentando tuttavia un calo degli utili molto più limitato, pari cioè al 23%. Venendo a casa nostra, per ora sono disponibili solo 10 trimestrali di aziende comprese nell’indice S&P/MIB40. I profitti sono calati mediamente di ben il 56%, ma battono le stime di quasi il 19%. Ormai i dati sono sufficienti affinché i campioni possono essere definiti statisticamente stabili, pertanto da questo fronte non dovrebbero arrivare più sorprese. L’attenzione si concentra sicuramente sui risultati dello stress test compiuto sulle banche americane la cui pubblicazione è stata rimandata di una settimana.
I DIVIDENDI
Oggi vengono vengono staccati diversi dividendi, di cui riportiamo i più conosciuti. Astaldi 0,10 Euro, Banca Carige Ordinarie 0,08, Banca Carige Risparmio 0,10, Banco Desio Ordinarie 0,105, Banco Desio Risparmio 0,125, Banco di Sardegna Risparmio 0,56, Brembo 0,225, Credito Bergamasco 1,10, De Longhi 0,06, Elica 0,0187, Esprinet 0,08, Il Sole 24 Ore 0,098, Landi Renzo 0,075, Sias 0,04. Il giorno dello stacco i titoli incorporano una discesa pari al valore del dividendo, ma la volatilità del mercato spesso modifica in maniera sostanziale questa variazione (in più o in meno).
STRATEGIE OPERATIVE:
“L’INVESTIMENTO AZIONARIO PROGRESSIVO”.
In considerazione del notevole numero di e.mail che quotidianamente pervengono a Ricerca Finanza, con quesiti sempre più inerenti agli aspetti tecnico-operativi del trading, riteniamo fare cosa gradita ai nostri Lettori, inserire all’interno di questa newsletter, uno spazio fisso dedicato a strategie da utilizzare come modelli per la loro operatività.
Questa settimana, ci occupiamo di un argomento senz’altro interessante dal punto di vista operativo: quello degli investimenti azionari. Infatti le Borse, ed in particolare il nostro indice azionario S&P/MIB40, hanno rotto una linea di tendenza ribassista che guidava la discesa da un anno a questa parte. Questo, secondo gli insegnamenti dell’analisi tecnica, rappresenta un primo segnale per iniziare ad investire in borsa, naturalmente in un’ottica di minimizzazione del rischio.
Dal momento che i problemi finanziari sono tutt’altro che risolti, basti pensare alle condizioni delle due principali banche americane, il modo migliore per investire in azioni in questo momento è quello di farlo poco alla volta, dilazionando con scadenza almeno mensile i propri acquisti. Questa strategia d’ingresso progressivo dovrebbe durare almeno 6 -12 mesi, in maniera tale che, se dovesse tornare una fase di ribasso, il capitale investito sarebbe minimo e dunque anche un’ampia escursione di prezzo provocherebbe danni limitati. Naturalmente una gestione attiva di un investimento comporta, comunque, l’applicazione degli stop loss, ovvero delle vendite anche in perdita ed in questo si differenzia dal trading di breve periodo perché applica questa strategia di uscita d’emergenza, solo ad escursioni di prezzo più ampie. In particolare, per un investitore un segnale di pericolo sarebbe rappresentato da una discesa dell’indice S&P/MIB40 sotto i 16.500 punti. Prima di allora le posizioni potrebbero essere mantenute, proprio perché il capitale investito è limitato. Ormai si è capito chiaramente che il recupero avviene nonostante le brutte notizie, il che comporta una difficoltà non comune nel credere ai mercati azionari. Oltretutto ci si potrebbe sentire duramente beffati nel caso di ritorno della negatività. Ma questa è la regola anticipatrice della Borsa, i recuperi dalle crisi iniziano prima della fine vera e propria delle crisi stesse. Quindi ogni volta che si opera in Borsa durante una crisi occorre avere un po’ di coraggio, pazienza, e flessibilità intellettuale
Dr. Massimo Intropido - Ricerca Finanza
Dr. Massimo Intropido - Ricerca Finanza










