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Liberare l'Abruzzo

14 luglio, proprio mentre in Francia e nel mondo si celebra il 219° anniversario dell’affermazione dello Stato di Diritto, giunge amara agli abruzzesi, con il caffè del mattino, la notizia dell’arresto del Presidente della Giunta Regionale Del Turco, nonché di Assessori e manager. L’evento segna una delle giornate più tristi del dopoguerra, nella terra generosa di Croce, Silone e Capograssi. Tante, troppe (come non mai) inchieste della Magistratura evidenziano che comportamenti di settori sempre più vasti della classe politica dirigente, avvicendatasi al potere, stanno offuscando l’immagine della nostra regione. Dall’Edilizia all’Ambiente, dal campo Amministrativo al Finanziario, per giungere alla scandalosa questione “Sanitaria”, non vi è ambito della nostra vita economica e sociale che non sia interessato da provvedimenti giudiziari. Se dovessero essere confermate le notizie sui dati riguardanti lo sperpero di denaro pubblico che peserà fortemente sulla testa degli abruzzesi, siamo evidentemente di fronte ad un quadro di una gravità senza precedenti nella storia della nostra regione. La Società Civile abruzzese è ferita come non mai. Necessita una barriera, un sussulto di partecipazione democratica per LIBERARE L’ABRUZZO dalle vecchie logiche di un SISTEMA DI POTERE, ormai giunto al capolinea! Oggi si comincia a parlare di “ABRUZZOPOLI”. Noi, che lo diciamo da tanto tempo (per la verità non molto ascoltati), prendiamo atto che qualcosa si sta muovendo. Non vi è bisogno di riaffermare la più ampia garanzia a chi è accusato di gravi reati. A ciò provvede già lo Stato di Diritto, in questo 14 luglio 2008, previo la scrupolosa applicazione della legge, da parte di Magistrati e Giudici. La garanzia, invece che qui ci preoccupiamo di chiedere, come cittadini della Repubblica, è per i Magistrati, Procuratore della Repubblica Trifuoggi in testa, affinché possano svolgere il loro lavoro in piena serenità. Chi ha la coscienza a posto ed è innocente, non ha nulla da temere. Perciò auspichiamo che non si ripetano più casi “Forleo” e “De Magistris”. LA POLITICA, ORA, PER CORTESIA, FACCIA UN PASSO INDIETRO. La Magistratura, non può sostituirsi all’intera CLASSE DIRIGENTE per risolvere l’ormai incancrenita “QUESTIONE AMBIENTALE E MORALE ABRUZZESE (E ITALIANA).” La questione è politica e riguarda il “ricambio” del DNA di chi è chiamato dal popolo a gestire la “RES PUBLICA.”
Vasto, 14/07/2008                                            Antonio Colella
 
- per il Coordinamento Regionale Abruzzo
 del Movimento “LA REPUBBLICA DEI CITTADINI”
14/07/2008 18:33