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Le borse scontano la ripresa. Opportunità e rischi

Le borse scontano la ripresa. Opportunità e rischi - Vasto Oggi.net
IL RIALZO D’ESTATE

Impossibile definire la tendenza d’estate delle borse se non in maniera rialzista. Essa si nutre non certo del miglioramento della situazione economica (semmai sta solo diminuendo il ritmo del peggioramento), ma della sempre più diffusa sensazione che sia in campo finanziario che in quello economico, il peggio sia ormai alle spalle. I mercati azionari, com’è noto, scontano in anticipo le prospettive, dal momento che chi detiene i titoli per molto tempo tiene conto concretamente delle previsioni future e su ciò si regola per valutare il prezzo del titolo nel momento in cui lo compra o lo vende. Una ripresa non può però verificarsi senza i necessari ritracciamenti. Pertanto occorrerà prestare la massima attenzione ad una nuova discesa del FTSE MIB al di sotto di quota 20.700.

STRATEGIE PER I MERCATI D’AUTUNNO

In questa prima newsletter dopo la pausa estiva è doveroso fare un punto sull’andamento degli investimenti. La ripresa estiva delle borse, come abbiamo scritto qui sopra, non può realisticamente basarsi sulla vera ripresa dell’economia. E indubbio che sia stata abbondante e generalizzata, tale da creare valore sia per coloro che sono stati pronti a sfruttarla mediante il trading (operazioni della durata di qualche giorno o qualche settimana), sia per coloro che hanno iniziato e/o proseguono un programma di investimenti graduali e dilazionati nel tempo. Il tutto è stato accompagnato da una discesa della volatilità del mercato azionario, non cert dovuta all’immobilità dei prezzi, ma piuttosto alla chiarezza del trend al rialzo che ha eliminato buona parte dell’andamento caotico dei mesi scorsi. Da un punto di vista quantitativo ciò comporta una diminuzione del rischio. Si badi bene, si tratta di volatilità storica, ovvero dell’andamento matematico dei prezzi. Nulla vieta che nelle prossime settimane i mercati possono tornare ad essere nervosi. Ma dopo aver ottenuto un buon guadagno (se si è trader) o dopo aver iniziato ad investire a prezzi sensibilmente inferiori a quelli attuali (se si è investitori) un eventuale aumento del rischio sarebbe meno preoccupante, dal momento che i trader potrebbero evitarlo semplicemente chiudendo le posizioni e rendendo quindi certi i loro guadagni. Gli investitori che credono nell’accumulo stanno già attuando una strategia che produce un fortissimo abbattimento del rischio e dunque nulla avrebbero da cambiare nei loro programmi.
Queste sono considerazioni estremamente importanti, dal momento che la ripresa delle borse vedrà sicuramente dei nuovi momenti di debolezza, ma ha davanti a sé ancora molta strada da fare. I libri di analisi tecnica e la storia economico-finanziaria insegnano che la parte di una ripresa più dura da cavalcare e senz’altro la prima, quella cioè in cui le borse salgono, ma quasi tutti gli operatori dicono che non può durare perché l’economia è ancora in crisi. A mano a mano che l’economia smette di peggiorare (semplicemente perché ci si avvicina sempre di più al fondo) si inizia ad avere un riscontro concreto alle ipotesi di ripresa che vengono incorporate nel recupero delle borse.
Questa potrebbe essere la situazione che si verificherà da qui a fine anno. Gli ordini all’industria americana sono ormai ripresa da tre mesi e questa settimana il dato in arrivo potrebbe estendere la serie positiva che perdura da quattro mensilità. Il mercato del lavoro è ancora in crisi ma, soprattutto in America, sembra aver trovato un suo precario equilibrio. Insomma, se lo scenario confermerà che la ripresa è credibile anche se ancora non la si riscontra nel reale, il rialzo delle borse potrebbe continuare con grande forza. Detto ciò ed avendo già delineato quali sono le strategie meno rischiose per gli investitori ed i trader, a beneficio di questi ultimi elenchiamo di seguito alcuni livelli tecnici la cui violazione verso il basso potrebbe essere pericolosa e cioè i 20.700 punti per il FTSE MIB, i 3,80 euro per Enel, i 16 euro per Eni, i 7,80 euro per Fiat, i 2,60 euro per Intesa Sanpaolo, i 5,60 euro per STM, 1,05 euro per Telecom Italia e i 2,30 euro per Unicredit. Per ulteriori e più specifiche vi rimandiamo al nostro report istituzionale Mercati & Tendenze.
Per quanto riguarda il mercato obbligazionario vi è solo da dire che la persistente discesa dei prezzi sia negli Stati Uniti che in Europa allontana sempre di più il momento in cui dovrebbe iniziare la ripresa dei tassi di interesse. Ciò sta facendo continuare il crollo dei tassi a breve e continua a rendere preferibile l’investimento a tasso fisso o a tasso variabile purché indicizzato sui rendimenti a lunga (cioè ai tassi swap a 10, 20 e 30 anni).

Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido
02/09/2009 18:03