Il FTSE MIB ha chiuso la settimana perdendo più del 5% e ciò rappresenta senz’altro un segnale di debolezza, ma, come scriviamo da più settimane, un ribasso veramente pericoloso inizierebbe solo in caso di discesa al di sotto di quota 18.752. Se ciò dovesse avvenire non si dovrà comunque essere assaliti nuovamente dal panico, ma anzi bisognerà agire in maniera lucida e pronta, chiudendo le proprie posizioni rialziste ed eventualmente aprendone alcune ribassiste utilizzando strumenti molto semplici, quali ad esempio gli Etf put sull’indice. I momenti così incerti dei mercati finanziari è inutile tentare di prevedere quale possa essere l’evoluzione futura. È molto meglio adeguarsi progressivamente alle tendenze che si riscontrano. Solo nuovo superamento dei 20.000 punti da parte del FTSE MIB segnalerebbe la conclusione di questa fase di incertezza.
DIVIDENDI ED AUMENTI DI CAPITALE.
Oggi vengono staccati i dividendi di A2A, pari a 0,097 Euro, Enel= 0,29 euro, Enia=0,357 euro, Exprivia=0,04, Iride=0,085 euro, Terna=0,0988 euro e Tenaris=0,30 Dollari. La valuta di accredito è giovedì 25 Maggio.
Pirelli & C. Real Estate. Aumento di capitale mediante l’offerta di 135 nuove azioni ogni sette già possedute, ad un prezzo di 0,5 Euro. I diritti saranno negoziabili fino al 26 Giugno e saranno esercitabili fino al 3 Luglio.
Banca Popolare di Milano. Offerta agli azionisti della Banca Popolare di Milano e agli obbligazionisti del prestito Banca Popolare di Milano 2004-2009, delle obbligazioni del nuovo prestito “Convertendo BPM 2009-2013 – 6,75% con abbinati warrant azioni ordinarie BPM 2009-2013. Anche in questo caso i diritti d’opzione saranno negoziabili fino al 26 giugno ed esercitabile fino al 3 luglio. Il rapporto di assegnazione sarà di 1 obbligazione ogni 63 azioni e/o obbligazioni convertibili 2004-2009. Ogni obbligazione, che verrà offerta ad un prezzo di 100 (cioè al valore di rimborso) avrà attaccato un warrant, anch’esso con scadenza 2013, che darà diritto di sottoscrivere 9 azioni ogni warrant al prezzo di 8 Euro.
Il 1° luglio scada l’Opa di Banco Popolare su Banca Italease a 1,5 Euro, lanciata per il delisting di quest’ultima, ovvero per toglierla dalle quotazioni.
OBBLIGAZIONI ENI.
Si chiude in anticipo il collocamento di Eni, dato il grande successo che l’operazione ha avuto, con una richiesta pari a quattro volte l’importo iniziale del collocamento, ovvero 1 miliardo di Euro. L’offerta è stata così elevata a 2 miliardi e ciò nonostante si andrà a riparto, cioè ogni sottoscrittore riceverà solo una parte dei titoli che si è dichiarato disposto a ritirare. I titoli emessi sono due: uno a tasso fisso e cedola annuale, l’altro tasso variabile e cedola semestrale. Entrambi hanno scadenza pari a sei anni e dovrebbero essere offerti allo stesso prezzo a cui vengono rimborsati, cioè alla pari, anche se esiste la possibilità che il titolo a tasso fisso venga offerto a 99 centesimi. I rendimenti offerti sono interessanti: l’obbligazione a sei anni pagherà infatti dallo 0,85% all’1,35% in più rispetto all’Euribor a sei mesi (oggi all’1,43%, ma quasi certamente destinato a crescere nei prossimi anni) e lo stesso spread in aggiunta al tasso swap a sei anni (ora al 3,18%) sull’obbligazione a tasso fisso.
L’ammontare esatto del ricarico verrà determinato solo dopo la chiusura dell’operazione. Va però ricordato che i titoli di Stato italiani pagano già uno spread rispetto ai tassi di riferimento, i quali sono tassi per emittenti con la tripla “A”, cioè, ad esempio, alla Germania e alla Francia, che va da una quindicina di centesimi per il tasso variabile, a più di 70 per il tasso fisso a sei anni. Quindi, almeno in termini di rendimento, è tecnicamente più allettante il tasso variabile, anche se al momento, dato il forte premio per le scadenze più lontane, il rendimento maggiore viene pagato dal titolo a tasso fisso. Tuttavia non bisogna considerare le due obbligazioni solo ora nel momento dell’emissione, ma vanno seguite con attenzione anche per investimenti successivi. In una prospettiva di rendimenti di mercato crescenti il titolo a tasso variabile sarà sicuramente interessante. Per chi invece preferisse la certezza del rendimento fisso, va detto che attualmente è molto allettante, ma potrebbe essere superato dai tassi di mercato se, nei prossimi anni, la ripresa economica dovesse arrivare in maniera sufficientemente rapida e se l’inflazione dovesse ridestare la testa. Al momento, comunque, i due rendimenti offerti sono davvero interessanti, date le caratteristiche di titoli.
Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido










