Home > Io non voto > La grande truffa ( anziche' lasciare si raddoppia )

La grande truffa ( anziche' lasciare si raddoppia )

E’ bene che i cittadini, prima di andare a votare e legittimare con il loro voto questa classe politica, sappiano che le liste che si presenteranno percepiranno, a partire da questo anno un doppio rimborso elettorale (pari complessivamente  a 100+100 milioni annui per i prossimi 3 anni). Il primo rimborso è relativo alle nuove elezioni e si ripeterà per 5 anni, il secondo si riferisce alle elezioni del 2006 e proseguirà fino al 20011, tutto ciò, che grava chiaramente sulle tasche sempre più vuote dei cittadini, per una leggina varata dal Governo di Centro-Destra, che il Centro-Sinistra, come al solito, si è premurato di non modificare. Il rimborso che possiamo chiamare “TASSA IN FAVORE DEI PARTITI”, è pari a 1 euro per votante all’anno. Alcune considerazioni rendono ancora più stomachevole questo sperpero di denaro pubblico:

      In primo luogo il rimborso non si basa sui voti ricevuti, ma sugli elettori iscritti al voto , vale a dire anche se per assurdo un partito prendesse in tutta Italia 3 voti su 10 elettori (30%)  spetterebbe comunque il 30% dei 100 milioni di euro annui;

      Ma non c’era stato un referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, in cui i cittadini avevano espresso nel 1993 la volontà di abolirlo con il 90% dei voti. La situazione odierna dimostra che la volontà degli elettori in Italia conta meno di ZERO;

      I rimborsi elettorali in tutti i paesi europei sono meno di un terzo di quelli assegnati con le elezioni 2006, negli Stati Uniti non sono previsti rimborsi elettorali per le elezioni politiche;

      I contributi elettorali rappresentano oltre l’80% delle entrate “ufficiali”  dei partiti, ciò dimostra che i partiti italiani sono ormai organismi parassitari senza più radici nella popolazione e che senza tale legge elettorale sarebbero già scomparsi da un pezzo;

      Nessuna legge subordina l’attribuzione dei finanziamenti a regole di comportamento o alla coerenza della struttura organizzativa con i principi democratici. Il risultato è che in Italian abbiamo alcuni partiti senza alcuna struttura democraticamente eletta che sono gestiti da una sola persona.

      Secondo i dati divulgati dalla Corte dei Conti i costi della campagna elettorale del 2006 (117.3 milioni di euro) sono stati largamente inferiori ai ricavi derivanti dal rimborso di cui sopra (498.5 milioni di euro). Appare evidente che il voto si è trasformato in un grande business ed i bilanci dei partiti sono l’unica cosa florida in Italia (come risulta dall’inchiesta del Sole 24 Ore sono quasi tutti in attivo), ciò spiega la presenza di ben 147 liste alle prossime elezioni. Ormai presentare una lista alle elezioni sembra esserm diventato un modo per sbarcare il lunario, tanto che, a questo punto, lo consigliamo ai giovani imprenditori e ai troppi disoccupati che abbiamo in Italia.

A TAL PROPOSITO CHIEDETEVI SE HA ANCORA SENSO LEGITTIMARE CON IL VOSTRO VOTO QUESTA CLASSE POLITICA.

CLAUDIO ZIMARINO

06/04/2008 21:39