IL RALLY SUPERA L’ESAME, MA GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Proprio in corrispondenza dell’area18.500-19.000, che avevamo indicato come obiettivo del rally, sono arrivate le prese di beneficio. Come dicevamo anche nel numero precedente, da quell’area passa la trendline negativa che guida la discesa della Borsa dal Maggio 2008. Ed è per questo motivo che ribadiamo che il superamento di quota 19.000 aprirebbe uno scenario totalmente nuovo da un anno a questa parte e dunque molto più positivo. Le trimestrali americane stanno andando discretamente, ma il risultato dello stress test sulle banche americane ed ora l’influenza dei suini sono gli ultimi arrivati, in ordine cronologico, dei tanti ostacoli che il rally dovrà affrontare. C’è spazio per la discesa fino a 17.500 punti senza che il rimbalzo possa dirsi compromesso, almeno dal punto di vista dell’analisi tecnica.
AGGIORNAMENTO SULLE TRIMESTRALI AMERICANE
I titoli dei tre principali indici statunitensi continuano a battere le stime. Le società del Dow Jones le superano del 18,56%, quelle dell’S&P500 del 16,76%, mentre quelle del Nasdaq di solo il 4,69%. Tuttavia proprio quest’ultimo indice è quello tecnicamente più forte e fornisce la miglior performance da inizio anno. È dunque evidente che le motivazioni del rally americano nascono da considerazioni di analisi fondamentale, ma poggiano su argomentazioni puramente tecniche, cioè speculative. Può essere invece indicativo lo studio dei settori, per capire quali sono colpiti in maniera più dura dalla recessione. Ebbene, considerando le società dell’S&P500, il settore che ha battuto le stime in maniera più clamorosa è quello finanziario, superando le aspettative di ben il 63,49%. Subito in scia arriva il comparto dei beni di consumo, le cui aziende hanno riportato utili superiori di ben il 54,46% rispetto alle proiezioni. Molto bene anche i materiali di base, i cui profitti battono le attese in misura pari al 28,77%. Il settore che premia meno le aspettative è quello medicale, i cui profitti superano di solo del 5% le proiezioni effettuate. Un grande risultato si nasconde invece dietro al 7,29% con cui gli utili del settore tecnologico si rivelano migliori delle previsioni. Si tratta di un grandissimo risultato, specie se si pensa alla politica di sconti selvaggi con cui ormai vengono venduti televisori, computer, telefonini, ipod e tanti altri prodotti elettronici.
I DIVIDENDI
Lunedì 27 Aprile sono stati staccati diversi dividendi, di cui riportiamo i più importanti: Actelios 0,15 Euro, Apulia Prontoprestito 0,01119 Euro, Banca Popolare dell’Emilia Romagna 0,18 Euro, Banca Popolare di Spoleto 0,24 Euro, Benetton 0,28 Euro, Credito Artigiano 0,153 Euro, Credito Valtellinese 0,25 Euro, Milano Assicurazioni Ordinarie 0,15 Euro, Milano Assicurazioni Risparmio 0,1656 Euro. La valuta di accredito è giovedì 30 Aprile. Il giorno dello stacco i titoli incorporano una discesa pari al valore del dividendo, ma la volatilità del mercato spesso modifica in maniera sostanziale questa variazione (in più o in meno).
LA ROTAZIONE SETTORIALE NEL RALLY IN ATTO CONFERMA IL MODERATO OTTIMISMO DEL MERCATO.
Come già preannunciato nel mio articolo dello scorso week end su TrendOnline, in tale contesto vorrei analizzare l’attuale rally, soffermandomi in particolare, sulla sua gestione e sulle modalità per trarne il massimo profitto. Ebbene, è iniziata la cosiddetta “rotazione dei settori”, anche se nel nostro caso sarebbe più opportuno parlare di rotazione dei titoli. Si tratta cioè della tendenza, da parte degli operatori, a non concentrare gli acquisti sui titoli che hanno corso di più, come ad esempio Unicredit e Banco Popolare, cercando, di conseguenza, di puntare su altri titoli che possono oltretutto essere resi appetibili dall’arrivo di notizie positive che li riguardano.
È il caso della “resurrezione” di ST Microelectronics, piuttosto che della forza di Pirelli ed Autogrill, per non parlare di Mediobanca e Banca Mediolanum. Questo spostamento d’interesse (e di denaro) da alcuni titoli ad altri è un indicatore di fiducia nel mercato da parte degli operatori. Se proviamo ad immaginare quali possono essere i possibili comportamenti di un investitore che nelle ultime sei settimane sta traendo un buon profitto dai titoli che hanno corso di più, va da sé che le sue scelte si ridurranno sostanzialmente a:
1) Chiudere quelle posizioni e non rientrare per un po’ nel mercato dal momento che si teme che possa arrivare uno storno.
2) Chiudere le posizioni sui titoli che hanno corso di più ed aprirne delle nuove su quelli che hanno recuperato di meno. Quest’ultimo atteggiamento presuppone una buona fiducia sulle possibilità di continuazione del trend positivo, anche se lo spostamento sui titoli che inizialmente avevano minor volatilità rappresenta comunque un modo per rischiare di meno, considerando che i titoli rimasti indietro sono generalmente quelli a minor volatilità e quelli che hanno meno da perdere in caso di nuova negatività.
Si può pertanto dire che l’atteggiamento n.1 evidenzia una certa sfiducia nel proseguimento del recupero, per lo meno con riferimento al breve periodo. Al contrario, l’atteggiamento n.2 denota e conferma una buona fiducia nel mercato, anche se evidenzia la voglia di rischiare un po’ di meno. Ebbene, il comportamento dei titoli principali di Piazza Affari nelle ultimissime sedute è senz’altro del secondo tipo, il che lascia spazio ad un moderato ottimismo per la settimana in corso, salvo l’arrivo di fattori contingenti negativi legati ai risultati dello stress test o all’espandersi dell’influenza suina.
Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido










