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Ivo Menna VS Forte: "dovrebbe dimettersi non candidarsi!"

L’attuale presidente del consiglio comunale Peppino Forte, è stato nominato coordinatore del P.D. per le primarie. Da queste, dovrà risultare chi dovrà candidarsi alle elezioni Regionali. Alla luce di quanto è successo in questi due anni di politica abruzzese del P.D., riteniamo la scelta quanto mai inopportuna, grave e dannosa per la città e per le sorti future del P.D. Come si può decidere a favore di chi è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria che lo vede indiziato di favoreggiamento a seguito di intercettazioni telefoniche e  del quale è stato chiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Bari.? Il Presidente del Consiglio Comunale di Vasto, Peppino Forte, accusato nella sua veste di giornalista, di favoreggiamento personale!. Da quel 2006 siamo in attesa di sapere a quali risultati è giunta l’inchiesta giudiziaria, ma soprattutto conoscere a quali risultati è pervenuto l’Ordine dei giornalisti abruzzesi dopo il clamore del coinvolgimento di questo giornalista in quella vicenda, e dopo quel 13 settembre 2007 dentro l’aula del consiglio comunale in cui il presidente Pallotta con il Plenum dell’Ordine dei Giornalisti abruzzesi analizzava il caso Forte, lasciando intendere che sanzioni disciplinari si erano avviate, rilevando l’anomalia di chi per 40 anni ha esercitato strapotere sulla stampa locale, ma che si trova ora in pieno conflitto di interessi essendo (Direttore di Piazzarossetti, giornalista di varie testate, politico con incarichi vari), e che infine che ha usato la stampa come uno strumento di potere per fini personali. Ecco la questione morale rimasta irrisolta ancora oggi. Grave colpa del Sindaco e del Consiglio Comunale non avere invitato Peppino Forte ad autosospendersi dall’incarico, consigli giunti da più parti, dopo la scoperta di un fatto giudiziario così grave. Soprattutto in quel novembre 2006 in cui l’Abruzzo fu travolto da scandali come la questione FIRA – Masciarelli. Che il direttore del “Il Centro” Antonio Del Giudice si dovette dimettere a seguito di intercettazioni con quest’ultimo inerenti a un immobile. (Quello stesso Masciarelli che ha causato l’affondamento della Giunta del Turco)

Dimissioni seguite o fatte seguire,  non da avvisi di garanzia né da richieste di rinvio a giudizio, ma probabilmente dettate da quel codice di deontologia professionale che non ammette comportamenti e azioni contrarie allo spirito e ai principi ispiratori del diritto di informazione di scrivere solo la verità.

Per un caso analogo di intercettazioni telefoniche e richieste di rinvio a giudizio di giornalisti, senza altri incarichi pubblici, sono stati sospesi dall’Ordine dei giornalisti del Lazio: Anna Larosa e Cesara Buonamici “La Stampa 24/11/2006”per violazione delle norme deontologiche Art. 2 L.N. 675/96  che recita “il giornalista raccoglie dati e notizie evitando artifizi e pressioni”. E lo scandalo delle tangenti di Montesilvano con  l’arresto del sindaco dalla Margherita (tanto esaltato da Franco Marini) assieme ad assessori transfughi avvenuto proprio in quel periodo con le dimissioni di tutto il centro sinistra nulla ha insegnato ai neodirigenti del P.D.? Ma non era stata la Margherita a sanzionare con un decreto di sospensione-espulsione dal partito Peppino Forte? E cosa è successo? E’stato reintegrato per essere promosso coordinatore di due partiti (ovvero entità politiche astratte in città). Ma di quale codice etico e morale cianciano i vari D’Alfonso, Del Prete, e compagnia cantando dopo lo scandalo dei loro amici arrestati a Montesilvano, e a L’Aquila? E come credono di arrivare alle elezioni regionali di fine novembre, con questi soggetti?

Vasto 5 ottobre  Ivo menna ambientalista storico

05/10/2008 19:21