BORSE IN AFFANNO FISIOLOGICO
L’S&P/MIB40 ha raggiunto anche quota 16.000, ma proprio in quel momento è iniziata una fisiologica fase di correzione che la crisi del settore auto rischia di appesantire oltremodo. Il rally sarebbe in pericolo solo in caso di cedimento al di sotto di quota 15.000. In caso di prosecuzione l’obiettivo di rialzo continua ad essere rappresentato da quota 18.500-19.000.
RICAMBIO AI VERTICI DEL SETTORE AUTO
Il cambio della guardia in General Motors e Peugeot-Citroen ha sicuramente gettato i timori sulle Borse di tutto il mondo, ma può essere una grossa occasione di rilancio. Per quanto riguarda la casa francese, potrebbe facilitare la fusione con Fiat, la quale ha in Sergio Marchionne una guida in grado di farsi carico anche del gruppo francese in considerazione delle sue grandi doti manageriali. Mentre le dimissioni di Wagoner aprono necessariamente una fase nuova a Detroit, caratterizzata necessariamente da abbondanti aiuti di Stato. E di questi aiuti a trarne maggiore beneficio dovrebbe essere proprio Chrysler, la promessa sposa di Fiat. Dunque la scommessa del Lingotto potrebbe rivelarsi un clamoroso successo pur in un momento di mercato difficilissimo e ribadendo il concetto, il maggior merito va riconosciuto alle doti imprenditoriali del Signor Marchionne. Ma è anche vero che solo in momenti del genere è possibile portarsi a casa praticamente gratis (ed anzi con dote) un colosso come l’ex partner di Daimler. Dunque in questa fase occorre mantenere freddezza e lucidità, poiché non è detto che dal disordine non possa nascere un ordine più fruttifero.
RECORD DI EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE
Nei primi tre mesi dell’anno sono stati emessi ben 332 miliardi di Dollari di obbligazioni societarie, una cifra assolutamente record. Il fenomeno si spiega con il matrimonio perfetto tra la voglia di sicurezza degli investitori in fuga dalle Borse (non necessariamente a ragione) e la necessità o la convenienza ad emettere tali titoli da parte delle aziende, considerando anche il bassissimo livello del costo del denaro. Va detto che i rendimenti sono davvero bassi, attorno al 3-5% per titoli con un rating da tripla A (i più sicuri) ad A singola (di qualità non eccezionale, ma comunque elevata). I rating “BBB” e “BB” (quest’ultimo segna l’inizio della fascia cosiddetta “spazzatura”) offrono mediamente ritorni dal 5% all’8%, con punte che possono arrivare oltre il 10% (nel caso di titoli più rischiosi). Sono comunque rendimenti che corrispondono al guadagno di un solo giorno di titoli azionari come Fiat ed Unicredito. In questo momento il mercato obbligazionario paga molto male il rischio, soprattutto sulle fasce più alte.
Dr. Massimo Intropido - Ricerca Finanza
Dr. Massimo Intropido - Ricerca Finanza










