Caro Sindaco,
la scelta di patrocinare, presenziare e tifare all'ultima puntata del Grande Fratello 10 mi lascia piuttosto perplesso.
Ritengo infatti che questa Amministrazione abbia fatto molte cose buone pur nei limiti di bilancio e di coalizione. In modo particolare, e questo non lo dico solo io ma molti elettori così come è apparso su "Il Grillo" della scorsa settimana, Luciano Lapenna si è certamente distinto e sarà ricordato come il Sindaco che ha voluto dare un'inversione di tendenza al processo di meridionalizzazione del senso civico dei vastesi. Lei infatti ha intrapreso tutta una serie di battaglie (dalle recinzioni balneari alle Norme Tecniche di Attuazione; da una lunga serie di nuovi Regolamenti comunali alla estrema sobrietà delle spese di rappresentanza e non solo) che hanno lasciato un segno di legalità e rigore nella città. Lei, dunque, ha riportato la politica nel suo alveo originario a cui anelava lo stesso Platone nella sua "Repubblica": rincorrere il "giusto", noi oggi diremmo la legalità, anche se l'azione politica è impopolare poichè chi governa ha l'obbligo di perseguire il "giusto in sé" e non ciò che piace al popolo. Quindi in Lei, Luciano, ho rivisto un ritorno alla funzione pedagogica e alla finalità civica dell'azione politica. Così la lettura del comunicato pro "Baiocco del Grande Fratello" non poteva che disorientarmi poichè ho visto in questa iniziativa un voler cavalcare una tigre che prima di Lei, guarda caso, era stata cavalcata dall'ex vice-sindaco ed ex assessore al Turismo Nicola Del Prete che, proprio perchè non conosce Platone nè Rousseau, ha subito voluto vedere in "Baiocco del Grande Fratello" un mezzo per pubblicizzare la nostra città a livello nazionale. A nostro avviso, però, veicolare l'immagine della nostra città per mezzo di un finalista del "Grande Fratello 10" piuttosto che per la sua storia e cultura o per le sue caratteristiche pasaggistiche e ambientali, ha davvero poco di pedagogico. Anzi. E' un voler confermare, lo dico da ex docente, che gli attuali modelli di riferimento dei giovani d'oggi, vale a dire "Amici" ed il "Grande fratello", sono modelli che pagano in termini di notorietà e finanche di "patriottismo" visto che scendono in campo persino le massime autorità cittadine a tifare per te. Così se un tempo la generazione dei nostri genitori avevano insegnato a me e a Lei che solo attraverso lo studio e la cultura si attuava il processo di liberazione dell'uomo tanto da potersi distinguere nella società, e che solo attraverso l'impegno civico e politico si poteva attivare un processo di trasformazione civile, oggi tutto è "fiction", tutto è finalizzato ad una effimera ed efferata notorietà di sè senza alcuna ricaduta o responsabilità sociale se non in termini di mera emulazione. Pertanto, Caro Luciano, mi scuserà ma questa volta la sua scelta non mi trova affatto d'accordo.
Un Cordiale Saluto.
Roberto Emiliano Piserse
Editorialista de "Il Voltaire" repiserse@libero.it
la scelta di patrocinare, presenziare e tifare all'ultima puntata del Grande Fratello 10 mi lascia piuttosto perplesso.
Ritengo infatti che questa Amministrazione abbia fatto molte cose buone pur nei limiti di bilancio e di coalizione. In modo particolare, e questo non lo dico solo io ma molti elettori così come è apparso su "Il Grillo" della scorsa settimana, Luciano Lapenna si è certamente distinto e sarà ricordato come il Sindaco che ha voluto dare un'inversione di tendenza al processo di meridionalizzazione del senso civico dei vastesi. Lei infatti ha intrapreso tutta una serie di battaglie (dalle recinzioni balneari alle Norme Tecniche di Attuazione; da una lunga serie di nuovi Regolamenti comunali alla estrema sobrietà delle spese di rappresentanza e non solo) che hanno lasciato un segno di legalità e rigore nella città. Lei, dunque, ha riportato la politica nel suo alveo originario a cui anelava lo stesso Platone nella sua "Repubblica": rincorrere il "giusto", noi oggi diremmo la legalità, anche se l'azione politica è impopolare poichè chi governa ha l'obbligo di perseguire il "giusto in sé" e non ciò che piace al popolo. Quindi in Lei, Luciano, ho rivisto un ritorno alla funzione pedagogica e alla finalità civica dell'azione politica. Così la lettura del comunicato pro "Baiocco del Grande Fratello" non poteva che disorientarmi poichè ho visto in questa iniziativa un voler cavalcare una tigre che prima di Lei, guarda caso, era stata cavalcata dall'ex vice-sindaco ed ex assessore al Turismo Nicola Del Prete che, proprio perchè non conosce Platone nè Rousseau, ha subito voluto vedere in "Baiocco del Grande Fratello" un mezzo per pubblicizzare la nostra città a livello nazionale. A nostro avviso, però, veicolare l'immagine della nostra città per mezzo di un finalista del "Grande Fratello 10" piuttosto che per la sua storia e cultura o per le sue caratteristiche pasaggistiche e ambientali, ha davvero poco di pedagogico. Anzi. E' un voler confermare, lo dico da ex docente, che gli attuali modelli di riferimento dei giovani d'oggi, vale a dire "Amici" ed il "Grande fratello", sono modelli che pagano in termini di notorietà e finanche di "patriottismo" visto che scendono in campo persino le massime autorità cittadine a tifare per te. Così se un tempo la generazione dei nostri genitori avevano insegnato a me e a Lei che solo attraverso lo studio e la cultura si attuava il processo di liberazione dell'uomo tanto da potersi distinguere nella società, e che solo attraverso l'impegno civico e politico si poteva attivare un processo di trasformazione civile, oggi tutto è "fiction", tutto è finalizzato ad una effimera ed efferata notorietà di sè senza alcuna ricaduta o responsabilità sociale se non in termini di mera emulazione. Pertanto, Caro Luciano, mi scuserà ma questa volta la sua scelta non mi trova affatto d'accordo.
Un Cordiale Saluto.
Roberto Emiliano Piserse
Editorialista de "Il Voltaire" repiserse@libero.it









