MERCATI AZIONARI ANCORA SU,
NONOSTANTE LE TRIPLE “A” SIANO IN PERICOLO
La scorsa settimana l’indice S&P/MIB40 ha compiuto una vera e propria prodezza, riportandosi al di sopra dei 20.000 punti, nonostante siano arrivati segnali molto preoccupanti per quanto riguarda il mantenimento della massima qualità di debitore per Stati Uniti e Gran Bretagna. Il Dollaro è crollato, facendo risalire il cambio euro/dollaro ad 1,40. L’oro è arrivato nuovamente vicino ai 1.000 Dollari l’oncia. Tuttavia le borse, soprattutto quella italiana, hanno mantenuto la loro impostazione positiva, segno che il comparto azionario in questo momento è più forte di tutte le paure legate alla finanza. Per quanto riguarda l’indice principale di Piazza Affari, è arrivato un nuovo segnale rialzista, che ha come obiettivo l’area 21.000-23.000. Al contrario, un segnale di pericolo arriverebbe solo in caso di cedimento di sotto di quota 18.900.
ARRIVERÀ DAVVERO IL DOWNGRADE PER GLI STATI UNITI
E PER LA GRAN BRETAGNA?
L’annuncio di Standard & Poor’s di aver iniziato la revisione del rating della Gran Bretagna, con prospettive negative, rende davvero concreta la prospettiva che il regno di Sua Maestà possa perdere la tripla “A”, etichetta di massima qualità in ambito finanziario. Così come potrebbero perderla gli Stati Uniti, in cui i gestori iniziano a prendere sul serio l’ipotesi che al loro Paese venga tolto il massimo standing creditizio, nonostante le ripetute rassicurazioni del sempre meno credibile Geithner. Proprio negli Stati Uniti è fallita la 34ma banca di rilievo nazionale, BankUnited. Insomma, arrivano al pettine tutti i nodi più dolorosi che evidenziano come i precedenti “templi” della finanza iniziano a scricchiolare. Se veramente Standard & Poor’s e le altre agenzie di rating avranno il coraggio di downgradare Paesi come gli Stati Uniti la Gran Bretagna, potranno recuperare almeno una parte della credibilità perduta.
DIVIDENDI
Oggi vengono staccati i dividendi di diversi titoli, tra cui spiccano:
Azimut 0,10 Euro - Basicnet 0,10 Euro - Gas Plus 0,15 Euro - Granitifiandre 0,05 Euro - Greenvision 0,12 Euro - Kerself 0,10 Euro - Nice 0,052 Euro - ST Microelectronics 0,03 Dollari. La valuta di accredito è giovedì 28 maggio.
STRATEGIE OPERATIVE:
“LA VERA SFIDA E’ RIAPRIRE LE POSIZIONI SUI MASSIMI”
Non c’è stato nemmeno il tempo di domandarsi quanto potessero scendere i mercati azionari, che subito si sono ripresi. Questa bella dimostrazione di forza mantiene alto l’ottimismo di chi opera in questo comparto, pur in un momento in cui gli allarmi per il sistema finanziario tornano alti e quelli per l’andamento dell’economia non scendono di livello, visto che le banche centrali, di mese in mese, sono costrette ad ammettere che la ripresa è sempre più lontana. Quindi, se le borse continueranno a salire, lo faranno nuovamente in contrasto con i fondamentali, sicuramente più propizi per un ribasso. Il trader e l’investitore attivo non devono essere troppo spaventati da questa divergenza tra borse ed economia, perché questa stessa divergenza può provocare perdite quando si verifica in maniera contraria, cioè quando arriva un ribasso di borsa in un momento favorevole della congiuntura economica. Non ci si stanca mai di ripetere che i mercati finanziari poggiano soprattutto sulla speculazione. Dunque perché stupirsi se essi hanno la forza di andare apparentemente contro i manuali di macroeconomia? L’importante, ancora una volta, è essere attenti e flessibili, cioè essere pronti a chiudere le proprie posizioni appena si vedano ribassi dell’indice che, complessivamente, superino il 4-5%.
Sui singoli titoli, la variazione sfavorevole da accettare prima che sia saggio chiudere le posizioni, è un po’ più ampia, soprattutto per quelle azioni del settore bancario o industriale, vedi Fiat, che hanno perlomeno raddoppiato il proprio valore. Va da sé che, l’unico modo per accettare queste oscillazioni senza che si producano perdite insopportabili, è quello di investire cifre non elevatissime. Chi durante le scorse settimane avesse chiuso le proprie posizioni in profitto, ci piace ribadirlo, non ha fatto commesso un errore, specie se il suo guadagno è stato pari a diverse decine di punti percentuali. Una performance del genere è lodevole e del tutto rispettabile. La vera sfida è sempre quella di riaprire le posizioni sui massimi, il che può sembrare un controsenso. Infatti, che senso dovrebbe avere attendere che un titolo sia più caro per ricomprarselo? Come abbiamo già spiegato in un numero precedente della newsletter, dal punto di vista mercantile non avrebbe ragione d’essere, ma dal punto di vista speculativo un tale acquisto ha pienamente senso, perché il maggior prezzo è indicatore di un ritorno di acquisti diffusi, pertanto, a fronte di una domanda superiore all’offerta si genera la prosecuzione del trend ascendente del valore di un titolo, con conseguente realizzo di profitti. Questi acquisti sulla forza, a maggior ragione devono essere poi chiusi in stop loss nel caso di storno importante dei mercati azionari. Chi sa proteggersi non ha paura a ricomprare a prezzi più alti. Chi invece investe in maniera inconsapevole finisce per mordersi le mani quando è troppo tardi.
Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido










