LA CINA E LA RECESSIONE FANTASMA.
A volte gli analisti finanziari sanno anche essere dei “burloni”, visto che in settimana alcuni di loro hanno attribuito la prosecuzione del rally borsistico al fatto che la Cina fosse uscita dalla recessione. Dovrebbe essere noto a quanti seguono con regolarità le vicende dell’economia e della finanza che la Cina, negli ultimi anni, in recessione non c’è mai stata. È accaduto semplicemente che la sua crescita sia passata dal 13%, del primo trimestre 2007, al “solo” il 6,1% dello stesso trimestre di quest’anno. Quindi, l’ultimo dato arrivato, quello che ha fatto gridare alla fine di un’inesistente recessione, vede di nuovo una crescita pari all’8,9%.
NUOVI MASSIMI A WALL STREET .
Chiusa doverosamente questa (nostro malgrado) allegra parentesi, siamo lieti di aver visto, in settimana, nuovi massimi annuali sull’indice Dow Jones a quota 10341,97. Altrettanto ha fatto, anch’esso nella giornata di mercoledì, l’S&P500, con il nuovo record annuale a 1105,37. Questi non sono solo segnali di forza ritrovata, ma soprattutto indicatori della ritrovata voglia d’investimento nei mercati e nei titoli azionari, tendenza giustificata anche dagli irrisori rendimenti del mercato obbligazionario. Ormai sappiamo tutti (le ultime due settimane l’hanno nuovamente confermato) che le Borse scontano una ripresa più virtuale che reale, gli operatori di mercato, con determinazione e coraggio, scommettono su scenari economici futuri molto più rosei di quelli attuali.
ATTENZIONE AI DATI AMERICANI IN PROSSIMA USCITA.
In settimana, negli Stati Uniti, arriveranno importantissimi dati sulla produzione industriale e sull’inflazione. Da queste statistiche ci si attende una conferma dei segnali di ripresa che, da qualche mese, l’economia statunitense sta dando. Se così sarà, i mercati azionari potrebbero anche scendere sulla notizia (secondo la ben nota regoletta “compra sulla voce e vendi sulla notizia”), ma si aprirebbero comunque spazi per la continuazione del rally, durante le ultime settimane di questo 2009 e per il primo trimestre 2010.
LE SOFFERENZE DI PIAZZA AFFARI.
In imbarazzo Piazza Affari. L’indice FTSE MIB recupera, scavalca nuovamente la trendline rialzista che ne accompagnava la ripresa di quest’anno, ma rimane ancora lontano dai massimi annuali. Come spieghiamo nell’articolo seguente, è mancato pesantemente il contributo dei titoli finanziari, le cui trimestrali sono state le peggiori in assoluto. Dato il loro peso nell’indice principale, è impensabile sperare in nuovi massimi senza un loro risveglio. Da un punto di vista tecnico, l’indice FTSE MIB ha chiaramente concluso la sua tendenza ribassista di breve. Sempre nel breve periodo, si trova in una fase d’incertezza, mentre nel lungo periodo, con molta probabilità si riporterà su una tendenza di crescita. Per avere un chiaro segnale di forza è necessario superare quota 24.558. Al contrario, la ricaduta al di sotto dei 21.800 punti riaprirebbe lo scenario ribassista.
LE TRIMESTRALI DA SEGUIRE IN SETTIMANA.
16 NOVEMBRE: Adr e Snai
17 NOVEMBRE: Home Depot
19 NOVEMBRE: Dell e Tod’s
MAGLIA NERA PER LE TRIMESTRALI DI PIAZZA AFFARI.
Si sta avviando alla conclusione la tornata dei risultati aziendali del terzo trimestre 2009. A livello di indici occidentali, Piazza Affari è purtroppo maglia nera, con un drastico calo degli utili rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, meno 50,84%, un fenomeno che produce risultati di gran lunga inferiori rispetto alle stime (meno 21,73%), caratteristica che ci contraddistingue in negativo. La causa principale di questo andamento così sfavorevole, è chiaramente da attribuirsi ai 12 titoli del comparto finanziario appartenenti al FTSE MIB che hanno prodottto risultati inferiori del 67% rispetto alle aspettative. Pesanti anche gli industriali, 21,45% in meno rispetto alle previsioni e le aziende di beni di largo consumo, meno 21,76%. Una grande sorpresa arriva invece, dai servizi di largo consumo (cioè da Mediaset, Mondadori, Autogrill e Lottomatica), i cui utili battono le stime di ben l’89%. Molto bene anche le utility (Enel, Terna A2A e Snam Rete Gas), i cui utili superano le previsioni del 60%. Da notare che anche le aziende europee, comprese nell’EuroStoxx 50, superano di poco le previsioni degli analisti, quindi viene il sospetto che al di qua dell’oceano, le proiezioni degli analisti siano calcolate in maniera un po’ più seria che negli Stati Uniti, dove peraltro vengono abbondantemente battute da tutti e tre gli indici principali.
GLI INCREDIBILI NUMERI DEL “SOL LEVANTE”.
Ma la vera sorpresa è il Giappone, dove le aziende principali superano le stime degli utili di ben l’87,43%. Per cautela, aspettiamo ancora qualche tempo prima di affermare che la ripresa è già iniziata nel Paese del Sol Levante, ma indubbiamente, quando un’economia riparte, i “numeri” che le imprese riescono a raggiungere sono come quelli delle ultime trimestrali nipponiche.
Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza
Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido










