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Borse ancora forti, ma attenti al Dollaro

Borse ancora forti, ma attenti al Dollaro - Vasto Oggi.net
IL NIKKEI RECUPERA IL 10% E SPINGE LE ALTRE PIAZZE

 

Tra gli operatori, è risaputo da tempo, che quando il Nikkei (l’indice della Borsa di Tokio) si muove decisamente al rialzo o al ribasso, prima o poi succede qualcosa di simile anche sulle piazze occidentali.

Così è accaduto anche stavolta. Con il recupero di più del 10% (miglior performance settimanale dell’anno) da parte del Nikkei, sono arrivati nuovi massimi annuali anche per il Dow Jones, S&P500 e Nasdaq e  finalmente, è arrivata un po’ di forza anche a Piazza Affari.

Insomma forti recuperi ovunque. Negli Stati Uniti Dow Jones, S&P500 e Nasdaq segnano i nuovi massimi annuali, Piazza Affari rivede la forza sul comparto bancario ed il FTSE MIB recupera nettamente i 22.000 punti. Il trend rimane laterale, ma viene opportunamente disinnescato il pericolosissimo “testa e spalle” ribassista che minacciava di riportare il nostro indice al ribasso, fino a quota 20.500. Per dare il via ad un rialzo sarà necessario il superamento di quota 23.708. Diversamente, la caduta sotto 21.394 punti darebbe vita ad un ribasso.

 

 

ATTENTI AL DOLLARO!

 

Chi venerdì scorso ha seguito minuto per minuto l’andamento del cambio Euro/Dollaro subito dopo la pubblicazione degli importantissimi dati sull’occupazione statunitense (che si sono rivelati migliori del previsto) avrà sicuramente visto ilcross euro/dollaro precipitare in poche decine di minuti da un massimo di 1,5078 ad un minimo di 1,4928. Durante il resto della giornata si è avuto un altro movimento del genere, anche se molto più lento, che ha portato il cambio fin sui minimi in area 1,4825. La cosa che maggiormente ha stupito (facendo perdere denaro, con molta probabilità, anche agli operatori professionisti) è legata al recupero del biglietto verde, verificatasi in contemporanea al rally dei mercati azionari, circostanza assolutamente anomala in questo 2009.

Per la prima volta negli ultimi tempi, il Dollaro americano e le Borse sono andati nella stessa direzione.

Perché ciò è accaduto? Non vi è ancora una spiegazione assodata, ma vi è un sostanziale accordo di opinioni sul fatto che tutto nasca dall’annuncio di giovedì del presidente della Banca Centrale Europea.

Infatti Trichet ha dichiarato che l’esigenza di misure di stimolo per l’economia è diminuita. Questa ammissione, secondo moltissimi commentatori, significa in pratica, l’inizio della cosiddetta “exit strategy” che, porterà all’aumento dei tassi di interesse.

Il venerdì seguente, di fronte a segnali molto chiari di miglioramento della situazione sul mercato del lavoro americano, gli operatori hanno pensato che la stessa cosa si verificherà entro il primo semestre 2010 anche negli Stati Uniti.

Se effettivamente ciò accadesse, inizierebbe a ridursi, col passare del tempo, l’enorme differenziale tra i rendimenti pagati dai titoli obbligazionari in Dollari e quelli in Euro.Questo nuova tendenza sarà da tener ben presente da parte degli investitori.

Oltretutto la nuova situazione che si presenterà avrà ripercussioni anche sui mercati azionari, perché in tal modo, a parità di prospettive, diventeranno molto più appetibili i titoli americani, rispetto a quelli europei, a causa del possibile guadagno sul cambio. È ancora presto per dire se effettivamente dobbiamo attenderci un Dollaro nettamente in recupero fin verso, ad esempio, quota 1,20-1,25, ma se ciò accadrà, non dovremmo sorprenderci e nemmeno esserne dispiaciuti. Tanto, ciò che deve cambiare cambierà, l’importante è capire che sta accadendo e cercare di avvantaggiarcene.

 

 

INIZIA LA EXIT STRATEGY DELLA BCE.

DIVENTERA’ FINALMENTE INTERESSANTE L’INVESTIMENTO A TASSO VARIABILE

 

Come abbiamo già detto sopra, la scorsa settimana potrebbe aver segnato una svolta decisiva nel futuro delle politiche monetarie europea ed americana. La dichiarazione di minor necessità di misure di stimolo all’economia, rilasciata dal presidente della Bce Trichet e poi confermata anche da Bini Smaghi, preannuncia un periodo di aumento dei tassi di interesse che riporterà il costo del denaro fuori dall’attuale livello di emergenza, indicando così l’inizio di una situazione più normale, caratterizzata da prezzi dei beni al consumo in aumento e non in diminuzione, come accade ora.

I tempi entro cui potrebbe iniziare il ritocco dei tassi di riferimento può ormai essere individuato entro il primo semestre 2010, anche se l’ultima parola spetterà all’inflazione.

Questa dinamica porrà fine all’attuale situazione in cui gli investimenti a breve termine (tra cui anche i pronti contro termine) si rivelano pressoché infruttiferi.

Attualmente, quelli a tasso fisso ed a lunga scadenza sono gli unici che possono offrire un rendimento interessante, ma nei prossimi anni, mutando lo scenario economico, rischieranno di ritorcersi contro gli investitori a causa delle forti discese dei prezzi delle obbligazioni a tasso fisso, dovute all’aumento dei rendimenti.

 

Ulteriori Indicazioni tecniche sono disponibili nel nostroreport Mercati & Tendenze, pubblicato ogni lunedì pomeriggio.

 

 

Testo edito a cura dell’Ufficio Studi di Ricerca Finanza

Direttore Responsabile Dr. Massimo Intropido

09/12/2009 16:52