Presi dal sensazionalismo degli arresti della Giunta Regionale d’Abruzzo, tutti i commentatori politici di destra di centro e di sinistra, non si sono accorti di una figura centrale della vita politica nazionale: Franco Marini, ex presidente del Senato, ex democristiano, ex sindacalista, ex tutto. Colui che per la mia personale opinione (ho partecipato alle riunioni per la designazione nel 2005 del futuro governatore per l’Abruzzo) porta la maggiore responsabilità politica e morale del fallimento del centro sinistra regionale e nazionale, per il ruolo svolto nella costruzione di uomini e figure politiche di partito che attualmente sono coinvolti nello scandalo sanità: architetti di un sistema di potere fondato su clientele, denaro, affari; Lui ha designato personalmente Del Turco con la sudditanza della sinistra radicale, dei D.S. e dei Verdi. Il processo corruttivo nella pubblica amministrazione ha inizio con l’ingresso di capitali e finanze private negli enti di governo regionali: Coasiv, Coniv, Consorzi di Bonifica, Consorzi Acquedottistici, Azienda Sanitaria, quest’ultima attraverso le famigerate convenzioni o accreditamenti.(vedi Cliniche di Angelini). Questo scandalo abruzzese si inserisce nel quadro del fallimento della sanità privata e ( fenomeni corruttivi) di altre regioni i cui deficit sono incommensurabili: (Lombardia, Lazio, Basilicata, Calabria). A proposito poi del Consorzio Acquedottistico, famoso per aver perso 5 miliardi in borsa a Londra, e che vide lo stesso Boschetti, prima della sua elezione alla Regione, condannato alla restituzione di una parte economica. Marini non era a conoscenza di questo grave episodio? Tutti sapevano e lo stesso Peppino Forte (candidato alla regione) pubblicamente ne denunciò le responsabilità. Ora tace perché ha fatto un passo indietro per l’unità del P.D. Fu premiato Boschetti con la candidatura. Tutta la Margherita dell’epoca sapeva. Ma la questione morale fu come sempre accantonata. Gli stessi D.S. sapevano. Ma le ragioni degli affari prevalsero su tutto. Una complicità politica che arriva fino ai giorni nostri e che con gli arresti chiudono un ciclo, ma anche un sistema. Esemplare il caso del nuovo ospedale a Pozzitello di San Salvo. Boschetti, molto prima della sua elezione a consigliere regionale, fu del tutto estraneo alle vicende e allo scontro a Vasto su Pozzitello- che vide dapprima noi ambientalisti isolati, ma poi, in seguito alle pressioni popolari costringere il centro sinistra a contrastare Pozzitello,- dopo la sua elezione impose a Lapenna e tutto il centro sinistra l’operazione Pozzitello, con la sottomissione del gruppo Forte che tutta la sua credibilità,-ora perduta-, aveva speso contro quella ipotesi. Immaginate quanta profluvie di miliardi per realizzare una opera inutile, dannosa ma utilissima per il neo comitato affaristico emergente. Già si prefigurava quello che poi sarebbe accaduto. Boschetti assume un ruolo centrale ed egemonico nella geografia politica su Vasto. Detta la linea politica a La penna, Forte, Del Prete, costruisce rapporti, agisce sui finanziamenti regionali. Emerge continuità e contiguità con la politica di Del Turco, Cesarone, Quarta e sodali. Come non ricordare il caso del Nono assessore di Cerulli SDI, lo scambio avvenuta di un consigliere di area nella Sangritana. Tutto con l’assenso e la benedizione di Marini. Organicità politica e sudditanza della Giunta Lapenna, Forte, Del Prete a questa linea la ravvisiamo nelle vicende caratterizzanti il caso Panoramic (svendita di un’area pubblica alla società immobiliare Buysell in cambio di una sponsorizzazione di 250mila euro), l’Ex ONMI ( svendita di un edificio e di un’area pubblica ad una nota società privata), ( l’Ospedale di Pozzitello). Tutti casi che vedono soccombere l’interesse pubblico rispetto allo strapotere dell’affarismo privato e spregiudicato. Non passa inosservato la tiepida l’informazione sul clamoroso caso degli arresti della Giunta, da parte di un organo come Piazza Rossetti, gestito dal presidente del consiglio comunale Peppino Forte del P.D. Sarà stato il tramortimento, ma l’assenza di commenti si fa notare contrariamente alla loquacità spesso manifestata dal Forte. Una scarna notizia sul caso arresti, ci conferma di quanto è pesante il conflitto di interessi che investe questo personaggio nel suo doppio ruolo di Presidente della Istituzione comunale e direttore della testata, e di quanta sia deviata l’informazione a Vasto se addirittura un comunicato di Romanelli, segretario della Italia dei valori, dal contenuto seriamente critico verso l’attuale gruppo dirigente P.D., passi sotto silenzio. La nostra richiesta, di fronte al terremoto avvenuto in Regione, interpreta la volontà di gran parte della opinione pubblica che vuole l’immediato ritorno alle urne alla Regione Abruzzo; l’atto delle dimissioni del neo segretario del P.D. Bucciarelli; l’allontanamento dalla politica di tutte le figure compromesse; le dimissioni di Lapenna, Forte, Del Prete Con il ritorno al voto a Vasto
Ivo Menna ambientalista storico
Ivo Menna ambientalista storico

